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"ecclesia" nella Raccolta delle
decime del 1308-10 e 1326. Nelle strutture perimetrali appaiono murati anche
elementi di spoglio di età romana, tra cui una lastra in calcare frammentaria,
con l'iscrizione che ricorda la realizzazione nel 112 d.C. di una strada a spese
dell'imperatore Adriano. La facciata presenta la configurazione
tardo-settecentesca della ristrutturazione del 1760: un ordine di lesene ioniche
e, sormontato da un timpano triangolare spezzato, il portale e il finestrone.
L'interno,
ad aula, con acquasantiere ai lati dell'ingresso, è scandito da un ordine ionico
di paraste, con volte a botte lunettata. Alla parete destra dell'ingresso è la
Madonna con il Bambino tra i SS. Antonio e Agostino, dipinto su tele
(1758), con il passo ritratto del committente, Antonio Frezza. Sugli altari di
destra e di sinistra sono due tele di Giuseppe de Pascale, datate 1804. In
quella di destra è raffigurato S. Vincenzo Ferreri evangelizzatore; e in
quella di sinistra la Vergine del Carmelo tra le anime purganti. Le opere
furono entrambe commissionate all'artista dalla signora Beatrice Rossolillo. Nel
registro superiore della parete destra una nicchia contiene il gruppo scultoreo
dell'Arcangelo Raffaele e Tobiolo, degli inizi del XVIII secolo. In una
custodia, ricavata sul lato sinistro del muro, si conserva la statua lignea
della Pietà del XVIII secolo, opera di anonimo scultore. Il presbiterio,
rettangolare, coperto da volta a botte lunettata, è separato dall'aula di culto
da un cancelletto in ferro. Sull'altare maggiore, in marmi policromi di stile
tardo-barocco, è dipinto su tela una Madonna con Bambino tra angeli e un
vescovo. Ai lati del presbiterio compaiono due cantorie lignee.
Testo tratto da "Sessa Aurunca - un itinerario storico-artistico" di A. M. Villucci & A. M. Romano - Caramanica Editore, 1998 |